“Con i porti chiusi non sarei qui in Italia”: Ermal Meta contro le politiche anti migranti

Il vincitore di Sanremo non è l’unico a prendere posizione contro il razzismo. Nel mondo della musica sono tante le voci che si sollevano. Fra cui quella di Fiorella Mannoia

ROMA – “Se quello che sta succedendo adesso in Italia fosse accaduto 24 anni fa, io non sarei qui a scrivere canzoni, fare musica, andare in tv ed esibirmi ai concerti. E come me tanti altri”. Lo dice Ermal Meta, in un’intervista a Donna Moderna. Il cantante che, insieme a Fabrizio Moro ha vinto l’ultimo Sanremo ricorda il suo arrivo in Italia, a Bari dall’Albania, insieme alla madre, un fratello e una sorella. Era il 1994 e Meta aveva 13 anni.

“I confini esistono”, continua Meta, “però so che esistono le persone prima dei confini, bisognerebbe dare una possibilità alla vita”. E si schiera contro le decisioni di chiusura ai migranti prese dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Mi ha fatto male leggere alcune cose ultimamente. Non esiste un diritto di nascita più di un altro. Oggi c’è una parte del mondo che soffre e cerca di riscattare la propria esistenza, di non morire. Molti anni fa quella parte del mondo mi riguardava perché io c’ero dentro. Eppure le soluzioni non si vogliono trovare. Questa stagnazione del pensiero mi fa paura”.

Dopo gli ultimi episodi di razzismo, anche Fiorella Mannoia ha fatto sentire la sua voce su Twitter, in particolare ricordando l’aggressione a Daisy Osakue, l’atleta azzurra colpita da un lancio di uova a Torino. “Ma che “razza” di gente siete?”, ha scritto Mannoia, “Il lavoro del “ministro della paura”sta dando i suoi frutti, ci si è messo d’impegno, giorno dopo giorno. Complimenti! Ora sarà soddisfatto”.

fiorella mannoia

@FiorellaMannoia

Ma che “razza” di gente siete? Il lavoro del “ministro della paura”sta dando i suoi frutti, ci si è messo d’impegno, giorno dopo giorno. Complimenti! Ora sarà soddisfatto. http://www.quotidianopiemontese.it/2018/07/30/daisy-osakue-nazionale-italiana-di-atletica-aggredita-a-moncalieri/ 

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Il 6 luglio durante un concerto a Comacchio Nina Zilli ha urlato al microfono un insulto contro Salvini. La cantante si è poi scusata ma ha precisato: “Rimango della mia opinione, non ce la si prende con i bambini e con chi scappa dalla guerra”. Anche uno dei testimonial della battaglia per lo Ius Soli, il rapper italo tunisino Ghali, ha attaccato le scelte del ministro.

L’artista jazz italo americana Rossana Casale si era già espressa a giugno sulla vicenda della nave Aquarius a cui era stato negato l’accesso ai porti italiani. “Prendete i figli di Salvini e metteteli a bordo dell’Aquarius. Ora”. In quei giorni i Pearl Jam in un concerto allo Stadio Olimpico di Roma hanno cantato una versione di Imagine di John Lennon proiettando sui maxischermi gli hashtag “#apriteiporti” e “#saveisnotacrime”.

All’inizio di luglio diversi cantanti hanno aderito alla campagna della rivista Rolling Stone “Noi non stiamo con Salvini”. Fra questi, oltre a Ermal Meta, anche Caparezza, Elisa, Emma, Francesca Michielin.

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