Tutti i tempi del «verbo» Dior: a febbraio a Londra una grande mostra sul couturier

LONDRA – Christian Dior era un grande anglofilo. Al suo primo viaggio in Gran Bretagna nel 1926 si era innamorato del Paese, dei suoi giardini e della sua architettura. Per tutta la vita ha ammirato la tradizione della famiglia reale e il rigore dei sarti di Savile Row e ha amato organizzare le sue sfilate nelle splendide ville nella campagna inglese. Ora il Victoria & Albert Museum, il tempio londinese del design, rende omaggio al genio della moda francese con una mostra, la più grande mai organizzata in Gran Bretagna.

“Christian Dior: Designer of Dreams”, che aprirà nel febbraio del prossimo anno, comprende undici sale a tema e spazia dal 1947 a oggi, dalla prima rivoluzionaria collezione del giovane stilista ai sei designer che lo hanno seguito, fino a Maria Grazia Chiuri oggi.

«Nel 1947 Dior ha cambiato per sempre la moda con il suo New Look, che ha enfatizzato la silhouette femminile e rilanciato il settore dopo gli anni della guerra, – ha spiegato Oriole Cullen, curator del V&A, alla presentazione ufficiale della mostra da lei organizzata. – L’influenza di Christian Dior è stata immensa ed è continuata ben oltre la sua morte nel 1957».
La mostra, infatti, non vuole solo guardare al passato, ma anche celebrare il fatto che oltre 70 anni dopo «la Maison Christian Dior resta al cuore dell’alta moda, grazie ai direttori creativi che pur rispettando la visione del fondatore l’hanno reinterpretata e adattata alle esigenze di oggi», ha sottolineato Cullen.

Oltre 500 oggetti saranno presentati in mostra, lettere, fotografie, video, riviste, schizzi e disegni, accessori e oggetti personali che appartenevano a Dior. A fare da protagonista però sono ovviamente gli abiti. Dal New Look del 1947, con la vita strizzata e le gonne ampie all’abito da sera creato da Dior nel 1951 per la principessa Margaret, che lei ha indossato alla festa per il suo 21esimo compleanno, all’abito Mughetto del 1957. Dior amava dire che «dopo le donne, i fiori sono la creazione più divina» e si è spesso ispirato alla natura per le decorazioni e le forme dei suoi abiti.

La sala “Designers for Dior” è dedicata ai sei successori di Christian Dior e al contributo particolare che ognuno di loro ha dato. Dopo la morte improvvisa per infarto dello stilista in Italia nel 1957 la maison, rispettando le sue indicazioni, ha dato l’incarico di direttore creativo a Yves Saint Laurent, che ha imposto una nuova direzione con la sua collezione Trapezio.

L’incarico era poi passato per oltre due decenni a Marc Bohan. Nel 1989 è stata la volta di Gianfranco Ferré e poi nel 1996 di John Galliano. Dopo il breve interludio di Raf Simons, nel 2016 Maria Grazia Chiuri è stata nominata la prima donna creative director di Maison Dior.

L’ultima, spettacolare sala è “La sala da ballo”, dedicata ai 70 abiti da sera più spettacolari realizzati dalla maison, tra i quali l’abito Junon del 1949, con una lunga gonna creata con petali di tulle sovrapposti ricamati con migliaia di paillette, e l’abito dorato J’adore, creato da Galliano per la campagna pubblicitaria con Charlize Theron per l’omonimo profumo.

Conclude la rassegna un abito da sera di tulle rosa polvere presentato quest’estate da Chiuri come omaggio allo stilista, ispirato dalla forma di un ventaglio e con la firma di Christian Dior ricamata sulla gonna.

Christian Dior: Designer of Dreams
2 febbraio – 14 luglio 2019
Victoria & Albert Museum
vam.ac.uk
#DiorDesignerofDreams

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