A dieta dopo le feste: il menu da 1500 calorie per 15 giorni di detox

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DAI 2 ai 5 chili. Sono quelli che in media si prendono durante le “maratone” alimentari delle feste di Natale che dalla Vigilia all’Epifania ci inducono in tentazioni a cui è spesso difficile resistere. E, infatti, un classico della fine di questo periodo e dei buoni propositi dell’anno nuovo è quello di mettersi a dieta per perdere i chili accumulati. Tante le proposte che arrivano dal web con regimi alimentari a volte molto drastici che promettono di farci perdere peso velocemente. Ma c’è da fidarsi? Come scegliere la dieta giusta, quella che ci farà dimagrire ma anche mantenere i risultati senza danneggiare la salute? A consigliarci Laura Rossi, specialista in scienze dell’alimentazione e coordinatore generale delle nuove Linee guida per una Sana Alimentazione redatte dal Crea Alimenti e Nutrizione che contengono un capitolo interamente dedicato proprio al tema delle diete.

Non sempre serve una dieta

In realtà, chi partiva con un peso nella norma prima delle feste non ha bisogno di mettersi a dieta ora. “Se si prendono 2-3 chili – spiega Rossi – basta tornare ad un’alimentazione normale. E poi non bisogna preoccuparsi del peso che si prende nell’arco dei 15 giorni delle feste natalizie, ma piuttosto di quello che si accumula durante tutto l’anno perché non si ingrassa tra Natale e Capodanno ma piuttosto tra Capodanno e Natale, cioè nell’arco di un anno intero”. In effetti, anche quando non c’è nulla da festeggiare, non sempre gli stili di vita seguiti sono sani: “Purtroppo durante la vita quotidiana – prosegue Rossi – si tende ad eccedere la sera durante la cena oppure negli spuntini durante la giornata quando siamo stressati e nervosi. Inoltre, non si fa abbastanza attività fisica perché non si ha voglia o tempo e questo determina un lento ma progressivo aumento di peso e l’acquisizione di cattive abitudini”.

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Attenzione ai regimi alimentari fantasiosi

Chi, invece, qualche chilo di troppo lo aveva già e rimandava la dieta a dopo le feste, ora non può più fare a meno di venire a patti con la bilancia. Atkins, Dukan, Paleolitica, chetogenica o del gruppo sanguigno: quale regime alimentare scegliere? “Le diete estreme o sconsiderate oppure la ricerca di alternative ingannevoli verso il dimagrimento facile ed immediato – chiarisce Rossi – sono illusioni che distraggono dal percorso più salutare, rappresentato dal cambiamento dello stile di vita e dall’adozione di un comportamento alimentare più sano”. Nelle nuove Linee guida, gli esperti del Crea spiegano che le diete estreme come quella del gruppo sanguigno, la dieta alcalina o quella paleolitica non sono basate su evidenze scientifiche serie: “In generale – prosegue Rossi – bisogna diffidare di tutti i regimi alimentari che si basano sulla forte limitazione o esclusione di alcuni gruppi alimentari come l’abolizione dei carboidrati o che al contrario prevedono di mangiare solo frutta e verdura”.

Dukan, Atkins e le altre diete di esclusione: perché funzionano?

Eppure, chi segue queste diete riesce a dimagrire. Allora funzionano? “Le calorie sono tutte uguali – chiarisce Rossi. Il nostro corpo è una macchina termica per cui se taglio calorie eliminando interi gruppi di alimenti come si fa nelle diete drastiche, è naturale che si dimagrisca. Ma tutte queste diete funzionano solo nel breve periodo perché poi si ricomincia a mangiare come prima o anche di più riprendendo tutti i chili persi”.

Rivolgersi sempre  un professionista

A complicare lo scenario, specie in questo periodo dell’anno, concorrono anche alcuni professionisti e specialisti in nutrizione, con prescrizioni di modelli alimentari fantasiosi o ‘scorciatoie’ poco salutari. “Il problema è che queste diete vengono proposte da chiunque. Invece – raccomanda l’esperta – bisognerebbe sempre informarsi sul titolo di studio di chi ci propone la dieta e fidarsi solo di un nutrizionista o di un biologo nutrizionista che abbia una competenza specifica perché una dieta sbagliata può fare danni e non può essere assolutamente prescritta da estetiste, personal trainer o da chi gestisce un negozio di prodotti alimentari dietetici”. Perciò, se avete dei dubbi potete anche consultare le nuove Linee guida per una Sana Alimentazione che si possono scaricare gratuitamente dal sito https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018 oppure si possono consultare gli esperti del Crea Alimenti e Nutrizione via mail alla casella an@crea.gov.it

Quindici giorni di detox senza carboidrati

Ma allora come perdere i chili presi durante le feste? In persone senza problemi di salute, possono bastare 15 giorni di disintossicazione: “Due settimane in cui mangiare solo carne, pesce, insalata e poca frutta eliminando pane e pasta – suggerisce Rossi – consentono di sgonfiarsi e depurarsi perdendo fino a tre chili. Ma questo regime dietetico deve servire a stabilire uno shema alimentare sostenibile nel lungo periodo”. Insomma, dovremmo stare sempre a dieta? “No – risponde l’esperta. Possiamo mangiare tutto, ma l’unico modo per stare in forma è tagliare le porzioni ammettendo tutti gli alimenti e aumentando l’attività fisica che non vuol dire necessariamente andare in palestra ma avere uno stile di vita attivo”.

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Un piano dietetico da 1500 calorie

E per far capire come sia possibile dimagrire mangiando tutti gli alimenti senza esclusioni, nella Linea guida n. 9 dedicata proprio al tema delle diete, gli esperti del Crea propongono un piano dietetico da 1500 calorie. E’ chiaro che quando si parla di calorie va sempre chisto consiglio a uno specialista, perché la quantità di calorie necessarie varia da persona a persona. Un adolescente avrà necessità diverse da un adulto. E una persona molto alta avrà bisogno invece di più calorie rispetto a una persona bassa. Per esempio, la pasta, il riso e gli altri cereali si possono mangiare una volta al giorno così come sono ammessi 50 grammi di pane mentre i prodotti da forno dolci come croissant, ciambellone o crostata sono ammessi solo una volta a settimana in quantità piccolissime così come i cereali per la prima colazione. La carne (sia rossa che bianca) è ammessa solo una volta a settimana mentre il pesce si può mangiare due volte. Per quanto riguarda frutta e verdura, gli esperti del Crea suggeriscono una porzione di frutta fresca da 150 grammi due volte al giorno e 250 grammi di verdure fresche per due volte e mezza ogni giorno. Ecco nel dettaglio lo schema da 1500 chilocalorie.

I menu da 1500 chilocalorie

Cereale e derivati

Pane (porzione standard: 50 g): 2 porzioni e ½ al giorno
Pasta, riso, mais, farro, orzo, ecc. (porzione standard: 80 g): 1 porzione al giorno
Sostituti del pane: fette biscottate, cracker, grissini, ecc. (porzione standard: 30 g): 1 porzione a settimana
Prodotti da forno: brioche, croissant, cornetti, ciambellone, crostata, biscotti, ecc. (porzione standard: 30-50 g): 1/2 porzione a settimana
Cereali per la prima colazione (porzione standard: 30 g): 1/2 porzione a settimana

Patate (porzione standard: 200 g): 1 porzione a settimana

Frutta e verdura

Frutta fresca (porzione standard:150 g): 2 porzioni al giorno
Verdura fresca (porzione standard:200 g): 2 porzioni e ½ al giorno
Insalate a foglia (porzione standard:200 g): 2 porzioni e ½ al giorno

Carne, pesce e uova

Carne rossa e bianca (porzione standard: 100 g): 1 porzione a settimana
Pesce (porzione standard: 150 g): 2 porzioni a settimana
Uova (porzione standard: 50 g): 2 porzioni a settimana

Legumi

Legumi freschi, surgelati, ammollati o in scatola (porzione standard: 150 g): 3 porzioni a settimana

Latte e derivati

Latte e yogurt (porzione standard: 125 ml): 2 porzioni al giorno

Formaggi fino al 25% di grassi: ricotta, mozzarella, stracchino, provola, ecc. (porzione standard: 100 g): 2 porzioni a settimana

Formaggio con più del 25% di grassi: gorgonzola, caciotta, groviera, parmigiano, caprini, pecorini, ecc. (porzione standard: 50 g): 2 porzioni a settimana

Oli e grassi

Olio d’oliva e oli vegetali (porzione standard: 10 ml): 2 porzioni al giorno
Burro (porzione standard: 10 g): 2 porzioni al giorno
Acqua (porzione standard: 200 ml): almeno 6 porzioni al giorno

fonte repubblica.it

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