Escort Montecarlo 500 Euro per poche ora Ragazze Italiane che assomigliano a delle Barbie

«Delle ragazze che ho conosciuto in quei locali non ce n’è una che abbia una famiglia solida alle spalle. Non c’è una che non abbia problemi economici. Poi sì, ci sarà gente che si compra le borse o gli abiti firmati, ma tranne poche ragazze che ho conosciuto a cui quel lavoro piaceva, le altre lo hanno fatto per necessità. Come me». Ha iniziato a 17 anni questa giovane donna, ora ventenne, che chiede di restare anonima, ma con lei c’erano ragazze anche di un anno o due più giovani, la maggior parte con grossi problemi alle spalle, famiglie inesistenti o problemi di droga.

 

Esce un quadro sociale impietoso dall’inchiesta della squadra mobile di Torino sui locali notturni che erano luogo di prostituzione, anche minorile. Gli investigatori, coordinati dai pm della sezione Fasce deboli Dionigi Tibone e Fabiola D’Errico, hanno intercettato a lungo numerose ragazze, che al telefono parlano sì di pomeriggi con ricchi clienti a 600 euro o week end in barca a Montecarlo addirittura per 4 mila euro. «Sapevo che molte ragazze andavano con dei clienti fuori, sapevo anche di quello che era dell’ambiente degli Agnelli.

 

Alcune addirittura uscivano prima dal locale per andare da loro. Io ho sempre avuto paura, non sai quello che ti può succedere. Ma d’altra parte vedevo tante ragazze adulte che lo facevano, anche delle mamme: non ci vedevano nulla di strano».

Quello che emerge dall’inchiesta, oltre alla ricchezza che quel lavoro portava, sono anche le difficoltà di quella vita. «Mi sentivo sporca, l’unico pensiero che mi faceva andare avanti era l’illusione di non toccare i clienti perché c’era il preservativo, mi dicevo che io loro non li toccavo», racconta. Ed emergono anche le traversie delle loro esistenze tra le mura domestiche. «Mia madre mi ha partorita giovane, non sta più assieme a mio padre, Io sono cresciuta con i nonni, che però non si sono mai accorti di nulla perché non sanno come funziona il mondo di oggi e il mondo delle discoteche. I miei nonni hanno la pensione minima, a volte facevano fatica a fare le compere. In particolare nell’ultimo periodo avevano avuto delle spese impreviste ed erano proprio in difficoltà, non volevo chiedere loro nemmeno dieci euro e mi ha fatto piacere poter contribuire.

Mettevo i soldi in uno scrigno in cameretta e dicevo “Nonna, prendi quello che vuoi”. E lei mi diceva “Magari ti prendo 50 euro, poi te li ridò”. Quell’anno, per la prima volta, sono riuscita a mettere i soldi da parte e a fare i regali di Natale a tutta la mia famiglia. Io sono cresciuta così e un po’ invidiavo mia cugina, lei aveva i genitori che stavano bene, aveva un fratellino piccolo, non avevano problemi di soldi. Se hai una famiglia così, che ti segue nel fare i compiti, che ti abbraccia invece di sgridarti, è più difficile che ti trovi nelle situazioni in cui sono finita io».

Anche se in realtà è stata proprio quella rete familiare che ha permesso di troncare con il passato. «È successo che mi sono fidanzata – dice – A lui dicevo che lavoravo qualche sera a settimana in un ristorante. Io volevo smettere, con lui mi è venuta anche voglia di un figlio, di fare una vita normale. Ma poi lui è venuto a saperlo da altri ed è successo un macello». L’ha obbligata a mollare quel lavoro e l’ha detto anche ai suoi genitori.

«I miei si sono infuriati. Però siamo riusciti a parlarne». Nel frattempo, quando lei aveva già cercato di chiudere il suo conto con il passato, ha saputo da un’amica che la polizia era arrivata al locale. E così la sua storia di adolescente brucuiata è finita nelle carte dell’inchiesta.

«Ora ho solo voglia di trovare un lavoro normale, il mio ragazzo mi ha anche insegnato a scrivere bene un curriculum e sono un po’ più ottimista sul futuro – dice Però so che non è facile. Non voglio trovare delle scuse per quello che ho fatto, ma prima di allora avevo lavorato come cameriera in un ristorante: mi davano 20 euro, entravo alle sei di sera e uscivo alle due o alle tre.

Questo è quello che offre il mercato ai giovani».

 

Il magistrato

Gli investigatori, coordinati dai pm della sezione Fasce deboli Dionigi Tibone (foto) e Fabiola D’Errico, hanno intercettato a lungo numerose ragazze che al telefono parlano di pomeriggi con ricchi clienti a 600 euro o week end in barca a Montecarlo per 4mila

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