Dal mare al mare: i costumi di Mermazing fatti con la plastica raccolta in acqua

alla Puglia alle Marche, in vista dell’estate si stanno moltiplicando le spiagge dove la plastica monouso sarà vietata. In alcuni casi non è consentito neppure l’uso di prodotti per la protezione dai raggi solari con agenti chimici pericolosi per l’ecosistema marino. Quelle del 2019, insomma, l’anno in cui l’Ue ha approvato una normativa per ridurre drasticamente l’inquinamento da plastica, puntano a essere le vacanze più eco-friendly di sempre. Sperabilmente, anche le prime di una serie inarrestabile. A dare un contributo in questo senso è anche un giovanissimo progetto made in Italy che si chiama Mermazing e propone beach e swimwear in plastica riciclata.

L’idea è di due cugine, Alessia Porrello e Vanessa Sillano, fra 30 e 40 anni, mamme e professioniste con l’ecologia nel cuore, basate a Latina: «Ho studiato economia alla Luiss di Roma e poi sono volata a Londra per un master in entrepreneurial management – racconta Alessia -. Sto parlando di sei, sette anni fa, e già allora almeno lì il tema della sostenibilità era molto sentito e discusso. A mia cugina sono unita anche dalla passione per il mare. E volevamo fare della nostra sensibilità per la tutela dell’ambiente anche il nostro lavoro. Ecco come è nata la nostra linea di beachwear».

Alessia Porrello e Vanessa Sillano

A fare la differenza è appunto il materiale di cui le creazioni Mermazing sono fatte: si tratta di tessuto Econyl, il brevetto dell’azienda trentina Aquafil che recupera rifiuti di plastica da mari di tutto il mondo e le trasforma in filato di nylon dagli usi molteplici, ma che trova nello swimwear la sua perfetta declinazione (forse anche perché si tratta di un ideale, e positivo, ritorno al mare). La collaborazione è stata stretta velocemente e oggi Mermazing è già alla sua seconda collezione, Ocean Breeze, dove l’Econyl incontra Lycra xtra life tm per una vestibilità ancora più confortevole: «Si tratta di modelli minimal, dove la linea e il colore prevalgono sulle stampe, il che ha facilitato l’utilizzo dell’Econyl – prosegue Alessia -. Abbiamo lanciato anche una linea mini-me per le bambine»

Ma l’impegno di Mermazing passa anche da un’altra fase della filiera, il confezionamento: «Lavoriamo con sarte del Lazio e della Puglia, per essere totalmente made in Italy e quanto più possibile a km zero. E anche per il packaging abbiamo trovato una soluzione “eco”: non volevamo usare il classico involucro di plastica, ma avevamo nello stesso tempo necessità di averne uno trasparente, motivo per cui abbiamo escluso la carta. Dunque, abbiamo scelto una plastica fatta di un polimero derivante dalla canna da zucchero, totalmente biodegradabile».

Per ora i costumi e le altre creazioni di Mermazing si possono comprare solo online, nell’e-store del marchio, ma le due imprenditrici hanno iniziato a prendere contatti anche con negozi tradizionali, «perché un costume, soprattutto se non è low cost (i prezzi sono compresi fra i 220 euro del modello Anny e i 60 euro di uno slip, ndr), si desidera provare, toccare», spiegano. Dopo il sold out della prima collezione, ora la sfida è crescere: per farsi conoscere, Alessia e Vanessa stanno pensando di organizzare eventi pop up in alcune città, durante l’estate. «Ci aiutano molto anche i social, dove promuoviamo la nostra filosofia anche proponendo eventi legati alla sostenibilità – proseguono -. Ed esaminando i dati raccolti, possiamo capire cosa funziona meglio e orientare la nostra creatività». Mentre l’impegno per un’estate più pulita resta irremovibile.

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