Silvio Toriello il nuovo creativo di Break Magazine Presenta Maura Perra la Cover 2026

Silvio toriello il nuovo collaboratore abruzzese presenta la storia di oggi... Ci sono storie che non iniziano con un sogno dichiarato, ma con un incontro casuale che cambia il corso delle cose. La vita, per certi versi, è un percorso strano: un continuo riesame di ciò che siamo stati e di ciò che stiamo diventando. A volte basta guardare una vecchia fotografia per accorgersi che non stiamo solo ricordando il passato, ma stiamo guardando incontro a noi stessi. È in quello spazio sottile tra memoria e desiderio che nasce la storia di Maura. Una storia fatta di pause, ritorni, fragilità e determinazione. Perché davanti all’obiettivo non si posa soltanto: si racconta chi si è davvero.

 

 

Intervista a Maura – Tra fotografia, identità e nuove prospettive

La vita, per certi versi, è un percorso strano. È come un continuo riesame di ciò che siamo stati e di ciò che stiamo diventando. Guardare vecchie fotografie, a volte, significa molto più che ricordare un momento: significa guardarsi incontro, ritrovarsi, capire dove si è arrivati e forse anche dove si vuole andare. Per Maura, la fotografia non è soltanto immagine o estetica. È un modo per raccontarsi, per osservare il proprio cambiamento nel tempo e per riscoprire una passione che, dopo una pausa importante della vita, è tornata a farsi spazio con naturalezza.

Abbiamo incontrato Maura per parlare della sua esperienza nel mondo della fotografia e della moda, del rapporto con il proprio corpo, delle emozioni davanti all’obiettivo e di quel percorso personale che spesso si intreccia con la creatività.

silvio toriello

Quando è iniziato il tuo percorso nel mondo della moda e della fotografia?

Il mio ingresso in questo mondo è avvenuto quando avevo circa ventidue anni. In quel periodo lavoravo in un bar nella mia zona in Sardegna e un giorno un organizzatore legato al concorso di Miss Italia mi notò e mi propose di partecipare. Da lì è iniziato tutto. Per un paio d’anni ho preso parte a varie selezioni del concorso e ho ottenuto alcune fasce, esperienze che mi hanno fatto conoscere meglio questo ambiente.

Dopo quella fase ho iniziato a collaborare con un’agenzia di moda. Per diversi anni ho partecipato a sfilate, eventi legati all’immagine e alcuni servizi fotografici. È stato un periodo intenso e formativo.

Poi ho deciso di fermarmi per un po’. La vita cambia, arrivano nuove responsabilità e per me la priorità è stata dedicarmi a mio figlio. Solo nel 2024, quasi per gioco e anche per una certa nostalgia di quell’atmosfera creativa, ho ricominciato a posare. Da lì sono stata contattata da alcuni fotografi che mi hanno dato la possibilità di tornare a lavorare davanti all’obiettivo e di esprimermi attraverso la fotografia.

silvio toriello

Hai avuto delle modelle di riferimento oppure hai sempre cercato una tua identità?

Guardo spesso il lavoro di modelle famose perché penso che osservare chi ha esperienza sia sempre utile. Non direi di avere una sola figura di riferimento precisa, ma cerco di prendere spunti da più persone. Ogni modella ha qualcosa di interessante da insegnare: una posa, un modo di interpretare lo sguardo, una postura.

Per me però è importante mantenere una mia identità. L’ispirazione serve per crescere, ma poi bisogna trovare il proprio modo di stare davanti alla macchina fotografica.

Come ti senti quando sei davanti all’obiettivo di un fotografo?

All’inizio spesso provo un po’ di timidezza. Molte volte è la prima volta che incontro il fotografo e quindi c’è sempre quel momento iniziale di adattamento. Però quando il fotografo riesce a creare un clima sereno e professionale, tutto cambia.

Piano piano mi rilasso e lascio spazio alla spontaneità. A quel punto esce la parte più sicura di me e diventa più facile interpretare le pose, giocare con lo sguardo e vivere davvero il momento dello shooting.

Quali generi fotografici senti più vicini alla tua sensibilità?

Mi piace molto il genere glamour, perché permette di esprimere femminilità e stile. Negli ultimi tempi però mi sta affascinando molto anche il nudo artistico, soprattutto quando è realizzato con sensibilità e rispetto dell’estetica.

In particolare amo la fotografia in bianco e nero. Ha qualcosa di molto intenso: elimina il superfluo e lascia spazio alle forme, alle luci, alle ombre e alle emozioni.

Come ti prepari prima di uno shooting fotografico?

Prima di uno shooting cerco sempre di organizzarmi con attenzione. Valuto gli outfit da portare, immagino le possibili ambientazioni e davanti allo specchio provo alcune pose. Non è una preparazione rigida, ma mi aiuta ad arrivare sul set con un’idea di base.

Poi naturalmente durante lo shooting molte cose nascono sul momento, grazie alla collaborazione con il fotografo e all’atmosfera che si crea

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Che rapporto hai con i fotografi con cui hai lavorato?

Direi molto positivo. Alcuni li ho conosciuti in Sardegna, altri in diverse regioni d’Italia, e con molti di loro si è creato un rapporto di stima e collaborazione. Con alcuni capita anche di rivedersi dopo tempo per realizzare nuovi progetti fotografici.

Quando c’è fiducia reciproca il lavoro diventa più naturale e anche il risultato finale ne beneficia.

Tra i fotografi con cui hai collaborato, come descriveresti l’esperienza con Paolo Del Frate?

Paolo è un fotografo molto professionale e una persona gentile. Fin dal primo incontro mi ha messa a mio agio e questo per una modella è fondamentale. Lavorare con qualcuno che sa creare un clima tranquillo rende tutto più semplice.

Abbiamo realizzato delle fotografie che mi piacciono molto e sono contenta del risultato. Inoltre presto torneremo a scattare insieme, quindi è una collaborazione che continua.

Qual è il tuo punto di vista sulla censura nella fotografia artistica?

Penso che la censura, in certi casi, possa togliere qualcosa alla fotografia artistica. Personalmente preferisco pose che mantengano eleganza e armonia senza bisogno di interventi grafici pesanti.

Quando possibile, cerco di utilizzare il corpo stesso per creare coperture naturali. In questo modo l’immagine rimane più pulita e coerente con l’estetica dello scatto.

Che tipo di location preferisci per le fotografie?

Mi piacciono molto le location ambientate. Credo che uno scenario interessante possa raccontare qualcosa insieme alla modella. Una stanza particolare, un paesaggio, un luogo con una storia: tutto questo contribuisce a creare una narrazione.

Le foto in studio con sfondo neutro hanno sicuramente il loro valore, ma personalmente mi sento più ispirata quando c’è un ambiente che dialoga con la scena.

Durante uno shooting ti piace lavorare con la musica?

Sì, la musica può aiutare molto a creare il giusto clima. Se il brano è adatto al tipo di set, riesce a trasmettere il mood giusto e a rendere l’esperienza più coinvolgente. In alcuni momenti la musica aiuta a lasciarsi andare e a entrare completamente nell’atmosfera dello shooting.

Che rapporto hai con il tuo corpo?

Direi che è un rapporto sincero, fatto di alti e bassi. Ci sono giorni in cui vedo soprattutto i difetti e non mi sento completamente a mio agio. Altri invece in cui mi piaccio di più e mi sento bene con me stessa.

Credo sia una sensazione comune a molte persone. La fotografia però a volte aiuta a guardarsi con occhi diversi e a scoprire lati di sé che non si notano nella vita quotidiana.

Se dovessi lasciare un messaggio a chi legge questa intervista, cosa diresti?

Direi di seguire i propri sogni senza lasciarsi frenare troppo dal giudizio degli altri. Spesso le critiche nascono da insicurezze o da invidie nascoste.

Credo che ognuno debba trovare il proprio percorso e provare a percorrerlo con sincerità. Se qualcosa ci fa stare bene e ci permette di esprimerci, vale la pena provarci.

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