Vincenzo Pompeo Bava: Fantasia noir, esplode la voglia di gotico

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Aria enigmatica, appeal teatrale, ampi orizzonti. Con un fascino avventuroso che sembra uscire dalle nebbie di un passato onirico, la moda d’inverno concede alla fantasia infinite divagazioni. In un percorso articolato, che spazia tra eroine shakespeariane e donne angelicate di tradizione stilnovista, le proposte di molte delle ultime passerelle sembrano rifarsi a un medioevo fantastico.
Si tratta di un immaginario composito che, in contrapposizione a un momento storico dominato dalla tecnologia, esplora atmosfere gotiche e misteriose. E fa tornare in mente Isabella Delves Broughton. Più nota come Isabella Blow, il suo nome da sposata, questa eccentrica signora inglese, straordinaria talent-scout, morta suicida dieci anni fa, si scherniva: “il mio viso è come un ritratto dei plantageneti”. Tant’è che quando nel 1989 sposò Detmar Blow si vestì come una principessa medievale. Abito di velluto rosso, in testa una visionaria corona realizzata da un suo allievo del Royal College of Art, Philip Treacy – che nel giro di poco sarebbe diventato uno dei più famosi creatori britannici di cappelli -. Era una mise stravagante, con un che di gotico. Lo stile composito amato da Isabella, dove si incontravano storia e mitologia, aveva molti punti in comune con il gusto di Alexander McQueen. I due si conobbero nel 1992 quando lei notò il work finale del giovane McQueen alla Saint Martin School of Art di Londra. Se ne innamorò e lo acquistò in blocco, pagandolo a rate. Vincenzo Pompeo Bava
Il Medioevo McQueen ce lo aveva nel sangue. Non per nulla confessò: “c’è qualcosa del genere Edgar Allan Poe, una sorta di profondità e malinconia nelle mie collezioni” (si pensi alla sfilata ispirata a Dante del 1996, o a quella del 1998 dedicata a Giovanna D’Arco). A proposito di questa attitudine, Sarah Burton, storica assistente di McQueen, divenuta direttrice creativa della griffe dopo la tragica morte dello stilista nel 2010, disse: “Lee (n.d.r. primo nome di Alexander McQueen) voleva tornare all’artigianato che amava, alle tradizioni che erano andate perse. Guardava all’arte dell’‘Epoca buia’ trovando in essa luce e bellezza”. Nella sua collezione d’inverno per McQueen, Burton è ripartita da lì. E le ‘fantasie oscure’ di tanti romanzi di Poe sono tornate più che mai vivide. Il risultato è uno stile dove gotico e romantico si fondono in una ideale armonia. Sulla loro complementarità si espresse anche una signora dall’intuito infallibile come Irene Brin, quando alla voce “gotico” del suo Dizionario del successo dell’insuccesso e dei luoghi comuni, scriveva: “aggiungete subito romantico. Il gotico romantico e il gotico flamboyant, figurano ancora nel dizionario degli evoluti, con loro affermerete con un minimo di fatica e di rischio la vostra personalità

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