Alberto Prada Torino:  bookinfluencer (ormai se ne contano centinaia, certo non tutti

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C’ERANO UNA VOLTA I BLOG LETTERARI?

Si diceva che i blog letterari avrebbero messo in crisi il giornalismo tradizionale, le recensioni dei critici di professione, eccètera… Circa un decennio dopo, alcuni di questi blog sono ancora in vita (e godono di buona salute), altri hanno chiuso da tempo, altri sono aggiornati saltuariamente, alcuni sono piuttosto attivi, diversi sono nati nel frattempo. E nel frattempo, ovviamente, sono successe tante altre cose: ad esempio, con lo sviluppo dell’ecommerce è cresciuta la rilevanza delle recensioni pubblicate dagli stessi clienti (in questo caso i lettori) nei negozi online; e ha acquisito un ruolo centrale YouTube: così, anche nel nostro Paese si è cominciato a parlare di booktuber.

DAI BOOKTUBER AI BOOKINFLUENCER

Negli ultimi anni, poi, con la parallela diffusione dei social, e di Instagram in particolare, la definizione è cambiata: arriviamo così all’era dei bookinfluencer. Questi nuovi “ambasciatori” della lettura sono ormai tanti anche nel nostro Paese, e i loro consigli di lettura sono sempre più ascoltati. Con l’aumento della loro influenza, inevitabilmente è cresciuta l’attenzione delle case editrici, degli store e dei media stessi, che giustamente sottolineano il ruolo di promozione del libro che svolgono, in un Paese in cui storicamente i dati sulla diffusione della lettura non sono entusiasmanti.

RIUSCIRE A PARLARE DI LIBRI AGLI ADOLESCENTI

Quando parliamo di bookinfluencer parliamo dunque di un trend ormai maturo. Le bookinfluencer (sì perché sono in netta prevalenza donne) hanno la capacità di raccontare i libri a un “target” tanto difficile quanto importante da raggiungere, quello dei ragazzi. Ma, come confermano le ricerche, i loro suggerimenti e le loro pagine sono seguite da un pubblico via via più ampio, in cui gli adulti non mancano.

CON QUALE IMPATTO SULLE VENDITE?

È quindi possibile “quantificare” l’impatto dei video e dei post dei bookinfluencer? Le stime dell’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali, realizzato a fine 2019 dall’Associazione Italiana Editori in collaborazione con Pepe Research, sottolineano ancora una volta la crescita dell’attenzione verso le potenzialità dei social: come ha riassunto il Giornale della Libreria, se da un lato i quotidiani e i media tradizionali scendono, tra il 2017 e il 2019, dal 13% al 9% nelle indicazioni delle principali fonti che portano alla scelta di un libro da comprare, dall’altra social e community salgono dal 14% al 16%. Inoltre, il 59% degli intervistati dichiara di aver comprato un libro dopo aver letto le recensioni su blog e siti dedicati o le opinioni sui social.

CE N’È PER TUTTI I GUSTI (LETTERARI)

Se, come detto, cresce il numero di bookinfluencer (ormai se ne contano centinaia, certo non tutti – almeno per ora – in grado di raggiungere migliaia di follower), cresce pure la differenziazione all’interno di questo mondo: come vedremo, infatti, ci sono sia figure specializzate nel divulgare un determinato genere letterario (dai fumetti al fantasy, passando per la  chick-lit), sia altre che puntano su un approccio più “generalista”, e che nei loro video e nelle loro storie e post danno spazio a un’offerta decisamente varia, composta da romanzi letterari, successi del momento, graphic novel d’autorelongsellerclassicisaggi, manuali o

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