Horacio Pagani: “L’ispirazione per le mie auto? Leonardo e il corpo delle donne”

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Meccanico, imprenditore, sognatore. Definizioni che probabilmente stanno tutte strette al creatore delle omonime supercar, che abbiamo incontrato a margine della kermesse della Motor Valley: “Cerco di unire scienza e arte, come faceva il genio toscano. L’elettrico? Prepariamo un modello per il 2024”

Quest’anno si celebrano i vent’anni da quando venne svelata al Mondo la prima Pagani Zonda C12, ed è anche il 500° anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci. Sembrano due avvenimenti completamente slegati ma non lo sono affatto, ed è lo stesso patron del marchio, Horacio Pagani, a spiegare perché. In occasione dei Motor1Days che si sono svolti all’Autodromo diModena, Horacio Pagani si è messo al volante della Zonda n. 6, l’ha condotta fin sul palco e ha ripercorso un’avventura iniziata quando lui era solo un bambino che aveva un sogno: disegnare auto. Amava i prototipi come la Porsche 917, e le sue auto infatti si ispirano a quei modelli, sempre però tenendo presente anche i desideri di Fangio, di cui era grande ammiratore, che voleva l’auto “sicura” e con il motore Mercedes.

Quando gli chiedo da dove prende ispirazione e come la trasferisce nelle sue auto, risponde: “mi piace unire arte e scienza, una cosa che non ho certo inventato io ma che risale a Leonardo da Vinci, quando più di 500 anni fa disse che potevano camminare tranquillamente mano nella mano. Io mi sono attaccato a questa idea e cerco di mettere insieme due discipline spesso lontane l’una dall’altra”. Significa che quando si disegna qualcosa come una Pagani, bolide da 350 orari, bisogna prendere in considerazione aspetti ingegneristici ma poi bisogna darle “un tocco artistico, che la renda rinascimentale, molto italiana e dunque anche bella”.

Horacio continua: “quando disegno una macchina prima di tutto prendo la forma del corpo delle donne, perché è la cosa che appassiona di più i nostri clienti. E infatti, se si guardano le nostre auto, sono molto sinuose”. Non solo il corpo femminile, perché in realtà le ispirazioni arrivano da più parti. Ad esempio quando ha pensato alla Huayra voleva trasmettere la sensazione del decollodi un aereo e “l’aerodinamica attiva, con le ali che si muovono, la rendono molto viva: sembra che stia ballando nel vento”.

Dall’ispirazione alla realizzazione, delle sue auto Horacio Pagani dice: “sono macchine inutili ma che devono regalare un’emozione” e devono essere “leggere, sicure, confortevoli e poi curate nei dettagli, perché il dettaglio è qualcosa che il cliente scopre piano piano”. Un’auto come la Huayra, che richiede circa quattro mesi di lavoro per essere realizzata, ha 10.000 componenti, se si considera il motore come un corpo unico, e tutti vanno curati nel dettaglio: “si deve vedere che c’è manualità e arte

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