La seconda puntata dell’inchiesta del quotidiano Le Monde

La seconda puntata dell’inchiesta del quotidiano Le Monde. Dietro il presunto scandalo immobiliare una guerra strategica per favorire Alberto II

Principato di Monaco. In pochi anni il prezzo degli immobili è passato dai 2,9 milioni di euro a un po’ meno di 10 milioni. Costruire per demolire e costruire ancora…

Mentre i rotocalchi si accapigliano sulle voci di una possibile richiesta di divorzio della principessa Charlene esce la seconda puntata di Le Monde sul presunto scandalo a trazione immobiliare nel Principato di Monaco. 
Ieri la prima che potete leggere anche qui su Affaritaliani.it  

In sostanza nella città Stato di Monaco ci sarebbe una guerra tra gruppi dirigenti e un sistema per “gonfiare” il meccanismo immobiliare: nel Principato di Monaco verrebbero continuamente costruiti edifici ma per essere demoliti e ricostruiti in un secondo momento, “più alti, più appariscenti, più redditizi”. Un caso forse ma anni fa per Monaco si parlò di febbre del mattone, descrivendo l’incredibile crescita del mercato locale, con appartamenti di nuova costruzione il cui prezzo passava dai 2,9 milioni di euro a un po’ meno di 10 milioni. 
Monaco è un centro di attrazione per gli uomini più ricchi della Terra. Secondo l’osservatorio WealthInsight, sui 38.000 abitanti del Principato, uno su tre è almeno milionario. Secondo il Knight Frank Wealth Report del 2019, il Principato ospiterebbe oltre 12.000 milionari. Nel 2020 Jim Ratcliffe, l’uomo più ricco del Regno Unito e magnate petrolchimico, ha annunciato il suo trasferimento a Montecarlo.

 

La seconda puntata di Le Monde mette in scena l’aspro conflitto tra il ricchissimo proprietario di un’impresa di colossi immobiliari, Patrice Pastor, e alcuni membri molto influenti dell’entourage del Principe Alberto, al centro della prima puntata, e i presunti motivi di questi conflitti: quatto figure accusate da un “corvo” che ha pubblicato on line i documenti riservati di cui parla Le Monde “di formare una sorta di ‘G4’ al tempo stesso discreto e tentacolare, con Alberto II sullo sfondo, sovrano ingenuo e antiquato”.  
I quattro sono, per il quotidiano francese, gli uomini di fiducia di Alberto e che muovono di fatto Monaco: “Didier Linotte, il presidente francese della Corte suprema monegasca (la Corte costituzionale locale); Claude Palmero, dottore commercialista, ma soprattutto confidente e amministratore dei beni del principe Alberto II; Laurent Anselmi, Capo di Gabinetto del Sovrano; Thierry Lacoste, anche lui francese, avvocato e amico d’infanzia di Albert”. Per gli interessati, presi di mira, le accuse sarebbero solo “spazzatura” messa in campo per destabilizzare il Principato. Si sono già mossi per sporgere querela.

Ma dietro le quinte del Monaco, da anni è in corso una battaglia, uno scontro tra miliardari, tra potenti imprenditori e amministratori di un “paradiso fiscale” che formalmente non appare neanche come tale. Se Patrice Pastor viene descritto da Le Monde come al centro di una sorta di guerra di trincea, in cui cerca di non perdere colpi a danno degli altri due gruppi immobiliari, Caroli e Marzocco, sarebbero i vertici dello Stato a menare le danze.
Pastor (descritto come PP) “secondo i suoi oppositori”, raccontano i giornalisti Di Gérard Davet e Fabrice Lhomme che hanno scritto le due puntate, “sarebbe stato furioso vedendo passare sotto il naso tanti progetti immobiliari al ritorno dei suoi due rivali, gli intraprendenti, ma più modesti, gruppi Caroli e Marzocco”. 
Sono tre i gruppi immobiliari che incidono davvero sul mercato locale. Il più grande è appunto il Gruppo Pastor, gruppo storico, composto da monegaschi multimiliardari e poi ci sono due gruppi di origine italiana: Marzocco e Caroli.
Pastor sarebbe arrabbiato poiché il governo della città Stato cerca di i
ndebolire il suo potere a vantaggio degli altri due gruppi. Ma qual è l’obiettivo principale dei dossier resi pubblici? Forse mostrare un mercato in qualche modo viziato da un eccesso di rialzo? Di chi è la mano che arma i siti che hanno pubblicano il dossier?
Ci sarebbero centinaia mail che mostrani un sotto potere tra intrecci, permessi e nomine che allargherebbero il peso dell’amministrazione a vantaggio dei due gruppi immobiliari minori a danno di Pastor. Oltretutto le famiglie Pastor e Marzocco sono anche imparentati. Ad unirsi nel 2012 i giovani Valentina Marzocco e Jean-Baptiste Pastor in un matrimonio sontuoso che però non ha spento la fiamma della rivalità.

Ma questa del dossier portato alla luce da Le Monde non è la prima notizia rilevante sull’immobiliare monegasca che ha avuto rilievo oltre confine.

Fu clamorosa quella del 2020: la condanna inflitta dal Tribunale Supremo, la più alta Corte del Principato di Monaco, nella disputa tra Stato e la Caroli Immo, per 150 milioni. Dopo averlo approvato, un progetto del gruppo Caroli venne riconsiderato e definitivamente accantonato dal Ministro dello Stato che ne avrebbe ravvisato potenziali rischi per lo svolgimento regolare del Gran Premio di Formula Uno. Il Tribunale sanzionò lo Stato.
La famiglia Marzocco invece si è messa in mostra nel tempo soprattutto per opera il Tour Odeon nella zona est di Montecarlo, 160 metri di altezza, costo 500 milioni di euro, il secondo grattacielo per altezza in Europa.
L’obiettivo di chi governa Monaco non sarebbe distruggere nessuno, tanto meno i Pastor, ma porre fine al loro monopolio. Aumentando il potere dei due gruppi minori cresce il potere dello Stato.
Aumenta di fatto quello di Alberto II, a capo di un città di miliardari ma che, a detto di Le Monde, dichiara “solo” 1 miliardo di euro di patrimonio.

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