La sua Vita doveva diventare un film: l’annuncio ufficiale dalla produzione cinematografica CinemaSet

La vita di Carlo Olmo doveva diventare un film, diretto dal regista Tony Gangitano, ideato dall’attore Diego Cammilleri e scritto dall’autrice Stephanie Beatrice Genova, e annunciato ufficialmente dalla produzione cinematografica CinemaSet

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La vita di Carlo Olmo doveva diventare un film, diretto dal regista Tony Gangitano, ideato dall’attore Diego Cammilleri e scritto dall’autrice Stephanie Beatrice Genova, e annunciato ufficialmente dalla produzione cinematografica CinemaSet . Quest’anno, Lupo Bianco, sarà uno dei film più belli e coinvolgenti mai regalati dalla realtà.

Carlo Olmo, il filantropo vercellese, una persona che ama le persone, ha donato carità e aiutato chi ha avuto veramente bisogno. Un vero modello. E’uno straordinario filantropo e un modello per tutti. Non è dato sapere quante persone abbia aiutato, ma possiamo supporre che si parli di migliaia di vite. Si è occupato personalmente di distribuire le sue fortune, e solo per caso il suo nome è venuto a galla. Un uomo modesto che non ha avuto a cuore i beni materiali ma che ha sostituito con cause umanitarie che vanno persino contro il politicamente corretto nel suo Paese. Quest’anno il Presidente Mattarella gli ha conferito l’altissima onorificenza di Cavaliere Bianco del Covid.

Avvocato Carlo Olmo, Lei come si definisce?

Mi definisco un Umanista, una persona semplice che mette il cuore dell’uomo nelle sue espressioni solidali, marziali e artistiche davanti ad ogni aspirazione di affermazione di ruolo o risultato nei contesti sociali e professionali. Una formazione che è cresciuta attraverso il solco impervio delle prove durissime dell’età giovanile che mi hanno permesso di maturare delle consapevolezze di interdipendenza fraterna fra tutti gli esseri in un immenso paradigma d’amore della natura. E mi ritengo anche molto fortunato, per aver avuto al fianco chi ha creduto in me e nel seme della bontà che si traduce in azione civile e concreta.

 

Cosa significa per lei “Lupo Bianco” nel contesto sociale ed economico di oggi?

Nel contesto sociale ed economico di oggi Lupo Bianco significa il volto autentico della speranza e delle promesse mantenute nell’agire quotidiano per il bene del prossimo, come riflesso della propria ricerca di luce e verità interiore. Il Lupo Bianco, nella sua ancestrale presenza, acquisisce il trasporto spirituale di un afflato di protezione e perseveranza che porta sempre e comunque ad originare di continuo una fiducia nel futuro e nella cooperazione fra privati e pubblico non ancorata solo a un manierismo stucchevole di frasi fatte. Ed è fonte di progetti concreti nel campo del sociale, del lavoro e dei sussidi, trasmettendo una catena di entusiasmo solidale e caritatevole che si allarga da individuo a individuo, di idea in idea, di impegno in impegno, certi che dal radicamento del buon cuore possa germogliare sempre il frutto del bene diffuso e condiviso, elevato a sorgente di amore universale.

 

La sua Citta di Vercelli è una città da sempre considerata moderna, che cosa vorrebbe chiedere per il futuro alla città?

Vercelli è la mia città di adozione, dalla storia antica e medievale di immensa tradizione, di pregiata valenza artistica e immersa in una economia a trazione principalmente agraria a rilevanza mondiale. Per il suo futuro, che è l’oggi di ogni istante che sopraggiunge, vorrei una serenità di dialogo e apertura di cuore sempre più affermata fra tutti, in forme di partecipazione realmente collettiva alle scelte di etica e di progresso comune, in una visione di capacità attrattiva delle sue potenzialità anche industriali, commerciali e artistiche come modello di operatività a cui ispirarsi al passo di una globalizzazione transnazionale. Riformerei radicalmente le Amministrazioni centrali e periferiche. Nel mio piccolo, Assessorati alla Sanità e alle Relazioni Diplomatiche internazionali sarebbero una priorità di grande valorizzazione sociale e produttiva.

 

Il suo impegno è paragonabile ad un mecenatismo illuminato: Lei come vorrebbe essere “pensato” dalla gente?

Vorrei essere pensato dalla gente come un uomo semplice, ma dai propositi e azioni molto chiari, dall’agire dei piccoli passi ma certi e inarrestabili, nella piena legalità e trasparenza. Umile, ma mai umiliato, al servizio ma mai servo di nessuno, che mantiene le promesse dovendone rispondere alla sola propria coscienza di uomo libero. E soprattutto come un uomo che, pur avendo molto sofferto e incespicato negli errori inevitabili della vita, agisce solo per generosità disinteressata, perché mette davanti la parola fratellanza ad arrivismo e la politica del FARE al fare politica. Un uomo comune, il vicino della porta accanto.

 

Come nasce l’idea del Lupo Bianco?

L’idea del Lupo Bianco nasce in un Tempio. Quello della mia Accademia di Arti Marziali Cinesi di Vercelli (Asd Shen Qi Kwoon Tai) dove il 4 marzo 2020 mentre pregavo contro la Pandemia del Covid-19 recitando il Padre Nostro in Aramaico, apparve per un effetto ottico su un quadro sacro al mio fianco il muso chiarissimo e definito di un Lupo Bianco. Nelle dottrine dei nativi americani, fra l’altro, il Lupo Bianco è il simbolo totemico e sciamanico della guarigione, sia interiore sia dai veleni che offuscano la mente e il corpo. Da quando apparve l’ho interiorizzato e mi ha guidato senza sosta nelle mie mission per aiutare chiunque avesse bisogno. E ancora oggi molti e sempre di più ne seguono le orme umanitarie.

 

Che cos’è per lei l’arte?

L’arte per me è la voce di Dio, che si esprime nelle Sue innumerevoli forme. Dalla musica, alla pittura, alla poesia, alla danza fino alle più differenti azioni degli uomini di buona volontà e ingegno che fanno e sanno evolvere la cultura e la vocazione al sacro insita in ciascuno di noi. Per diventare migliori sotto un unico cielo. Veder chiusi teatri, cinema e accademia per me è di una sofferenza atroce. Senza l’arte o impoverendola o limitandola, tutta l’umanità è destinata a una impietosa decadenza. È tempo di dare nuovamente voce ed eco a questi figli di un Dio maggiore.

 

Sono già molte le attività e le azioni umanitarie promosse e sostenute da lei, con grande attenzione ai giovanissimi e giovani: è un disegno illuminato o un progetto che crede nei giovani per costruire il nuovo futuro attraverso anche la divulgazione cinematografica della sua storia che darà l’opportunità agli italiani di conoscere meglio le sue opere umanitarie?

Io credo fermamente nei giovani, nei bambini, come anche nella sapienza degli anziani, perché ogni età della vita ha le sue piccole e grandi illuminazioni da attraversare e trasmettere agli altri che verranno. E infatti la benevolenza del Lupo Bianco ha spontaneamente catturato proprio il cuore e la fantasia dei bambini e dei giovani, che ne hanno fatto un paladino eroico per essere riuscito con il suo esempio a farli sentire più al sicuro e pronti a governare loro un giorno il nostro mondo con un animo rinnovato nella tenerezza dei gesti e delle parole e nella indomabile perseveranza nell’agire in ciò e per ciò in cui si crede: l’Amore. Che si dona, che nulla chiede in cambio.

 

 

Qual è la sua visione del mondo?

La mia visione del mondo è che è un dono divino di tale suprema bellezza da riuscire a coglierne solo un frammento in tutta una vita, con la gioia di poterne vivere altre infinite per giungerne a una sua completa contemplazione. Il mondo è la nostra casa, senza confini o barriere naturali o ideologiche che ci separino, ma pronto ad essere esplorato nei suoi imponenti misteri che rispecchiano quelli del mondo del nostro spirito, in quello spazio così piccolo ma pulsante che è il nostro cuore. Facciamo battere il nostro cuore alla stessa frequenza del nostro pianeta e molti misteri saranno rivelati, senza cercarli, nella dolcezza dell’amare la vita. Il mio viaggio, in questo, è appena iniziato e gioisco di poter essere sempre al primo passo.

Finalmente i cinema riapriranno quest’anno, avremo voglia di gettarci nelle sale a vedere quei film che aspettavamo con trepidazione e che purtroppo il 2020 ha bloccato, quando vedremo il suo?

Il Film del Lupo Bianco, con un cast e una Produzione esecutiva stellare, lo dovremmo vedere questo autunno del 2021, quando tutta questa esperienza del Covid-19, speriamo, rimanga solo un ricordo, un monito e una fonte di grande insegnamento per l’intera umanità.

 

Una ultima domanda: che consiglio si sente di dare ad un giovane di oggi?

A un giovane mi sento di dire di credere con tutte le forze nei propri sogni perché ogni pensiero, azione e tentativo adoperato per realizzarli dà un segnale portante all’Universo e nel tempo, nella concatenazione degli eventi ordinati del cosmo, la risposta arriva. Per ciò di cui veramente abbiamo bisogno per elevarci al senso profondo dell’esistenza. E che se questo diventa il suo agire quotidiano, il Lupo Bianco sarà sempre a sostenerlo e confortarlo nel suo cuore, perché l’amore lascia il segno.

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