Vettel: “Per la Ferrari la finestra di utilizzo delle gomme è molto piccola”

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Il pilota tedesco ha indicato in questo aspetto la difficoltà più grande che ha affrontato la Rossa in questa prima parte della stagione, però assicura che a Maranello si stanno tutti dando tantissimo da fare e quindi è convinto che presto arriverà una soluzione.

Sulla carta quello di Monaco non dovrebbe essere terreno di caccia della SF90. Non è una visione pessimista ipotizzare una Ferrari alle prese con Red Bull in un duello (dagli esiti tutt’altro che scontati) per il ruolo di seconda forza. Ma siamo a Monte Carlo, e come sottolineato da Sebastian Vettel, non sarebbe la prima volta che nel Principato un pronostico della vigilia venga poi smentito dalla classifica di gara. A dirla tutta negli ultimi anni le sorprese sono diventate sempre più rare, ma non dimentichiamo il pit-stop ‘mancato’ della Red Bull che tolse una vittoria a Daniel Ricciardo, o l’errore dello scorso anno che mise fuori dai giochi Max Verstappen prima delle qualifiche.

La vigilia del fine settimana più lungo del Mondiale non poteva che iniziare dal tributo che tutta la Formula 1 ha voluto dedicare a Niki Lauda, un omaggio che proseguirà per tutto il weekend. Vettel, grande estimatore del campione austriaco e profondo conoscitore della sua carriera sportiva, è stato tra i piloti più colpiti dalla notizia della scomparsa, una tristezza emersa chiaramente dalle parole che Seb ha voluto dedicare a Niki. Parole iniziate in sordina ma andate avanti molto più del programmato.

Che ricordo ti viene in mente pensando oggi a Niki?
“Non penso sia giusto sceglierne uno. Ma ovviamente sono stato e sono un suo fan. Ho avuto l’opportunità e la fortuna di poterlo conoscere, di parlargli, di potergli porre ogni genere di domanda; come erano le monoposto che ha guidato, come ha vissuto il suo periodo in Ferrari, come era Enzo Ferrari in persona, tutte cose che lui conosceva molto bene perché le ha vissute. Sono rimasto scioccato come credo moltissime altre persone nel sentire la triste notizia della sua scomparsa. È una grande perdita per la Formula 1, per gli appassionati e per tutto il gruppo di persone che anima questo sport, è un’icona che abbiamo perso e sarà impossibile sostituirla”.

Il grande pubblico ha conosciuto Niki tramite la televisione. Com’era di persona?
“Lui era proprio così! Ci sono molte persone che nella realtà non sono le stesse che osservi in televisione, ma Niki non era uno di loro: lui era sé stesso, sempre e ovunque. Non ha mai preteso di sembrare qualcosa o qualcun altro, a volte c’era chi non credeva che stesse dicendo la verità ed invece era proprio così. Era molto schietto, un personaggio vero ed un vero pilota, grande appassionato di questo sport”.

Cosa ci lascia Niki?
“Non penso di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda, credo che solo Bernie (Ecclestone) sia in grado di dire cosa era la Formula 1 prima di Niki e come è oggi. Ci sono tanti aspetti di cui si può parlare quando il soggetto è Niki, davvero tanto. Ad esempio, diceva sempre quello che pensava ma allo stesso tempo era un grande gentiluomo! È una vera perdita per la Formula 1”.

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Hai scritto una lettera a Niki quando hai saputo dei suoi problemi di salute…
“Non abbiamo mai lavorato insieme in passato, ma il rispetto va al di là di questo aspetto. Quando ho sentito che le sue condizioni di salute non erano buone, e non era nella situazione migliore per parlare al telefono, ho pensato di scrivergli. Una piccola cosa, ma che è segno di rispetto. Quello che ha ottenuto, la persona che è, e ciò che ha fatto per il nostro sport in termini di sicurezza, merita grande rispetto. Se non fosse per persone come Niki, oggi non saremmo qui a guidare delle monoposto sicure come quelle attuali. Mi sento un privilegiato ad avere avuto la possibilità non solo di conoscerlo, ma di chiacchierare con lui regolarmente, di gioire delle sue battute, a volte non si capiva se fosse solo uno scherzo o meno…”.

Passando al weekend di Monaco, avete trovato delle indicazioni importanti nei test di Barcellona?
“Abbiamo capito che non siamo abbastanza veloci e non siamo contenti. Stiamo lavorando sodo per cercare di cambiare lo stato delle cose, e passando poi a Monaco sappiamo che questa pista è unica e tutto può succedere. I riscontri delle ultime cinque gare a Monte Carlo potrebbero essere smentiti, questa è una pista che fa storia a sé, ma ovviamente sappiamo che andando avanti non siamo abbastanza veloci per battere le Mercedes. Stiamo lavorando per cambiare le cose nel minor tempo possibile. Tornando ai test abbiamo provato alcune cose, ma le conclusioni le avevamo già fatte nel weekend di gara, quando non ci siamo confermati competitivi. Ovviamente nei test abbiamo cercato di esplorare un po’ lavorando sul setup, avendo più tempo a disposizione, ed abbiamo confermato un piccolo progresso. Ma nel complesso il divario accusato nel weekend è stato notevole, quindi per ora è difficile da prevedere cosa accadrà ad iniziare da questo fine settimana. Però non vedo perché non dovremmo fare una buona gara, negli ultimi due anni ci siamo trovati bene su questa pista, quindi sono abbastanza ottimista e non vedo l’ora di tornare in macchina”.

Come trovi oggi lo spirito nel team?
“L’umore è buono, ed anche lo spirito di gruppo. Spero che arrivi un buon risultato per il duro lavoro che stiamo facendo, nessuno escluso. Negli ultimi due mesi nessuno si è fermato a prendere il sole, ma tutti hanno dato e stanno dando il massimo. Ovviamente sappiamo che altre persone hanno fatto un lavoro migliore del nostro, quindi sta noi trovare soluzioni per rendere il nostro pacchetto tecnico più veloce”.

Mattia Binotto ha parlato di difficoltà nella gestione degli pneumatici. Sei ottimista sulla possibilità di poter risolvere questi problemi?
“Sì, certo, c’è sempre la possibilità di imparare e crescere. Gli pneumatici sono diversi quest’anno, e sembra che stiamo avendo più difficoltà di altri nel gestirli. Onestamente le gomme 2019 sono molto, molto sensibili, ed estremamente difficili da capire. Per noi c’è una combinazione di cose da far quadrare: la nostra macchina non è abbastanza veloce, come abbiamo verificato più di una volta, e questo aspetto può innescare altre scelte che possono crearti problemi con le gomme. La finestra di utilizzo purtroppo è molto piccola, a volte si notano grandi differenze nel tempo sul giro di uno stesso pilota o all’interno della stessa squadra, e si fa fatica a capirne i motivi. Il feedback che otteniamo dalla macchina è che a volte va bene altre meno, situazione che complica il lavoro. Stiamo facendo del nostro meglio per fare chiarezza su questo fronte, e forse altre squadre hanno colto nel segno più di quanto riusciamo a fare noi oggi”.

Hai trovato molta differenza tra i pneumatici di questa stagione e quelli dello scorso anno? Credi che il problema sia questo?
“Abbiamo avuto gare in cui l’auto non trasmetteva un buon feeling, ed altre in cui la sensazione era buona. Nel complesso la vettura di Barcellona non sembrava male, ma non eravamo veloci. E questo porta alla conclusione che non ci siamo ancora, che ci sono cose che si possono migliorare e non credo sia una questione di “un particolare” che manca, non mi aspetto una soluzione legata ad un singolo aspetto, quanto una serie di piccole cose che vanno migliorate per arrivare ad avere un quadro differente”.

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Sebastian Vettel, Ferrari e Beat Zehnder, Alfa Romeo Racing

Sebastian Vettel, Ferrari e Beat Zehnder, Alfa Romeo Racing

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Foto di: Jerry Andre / Sutton Image

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