Wassily Kandinsky. “Schichtweise”

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Il prossimo autunno, nel Palazzo della Gran Guardia,  una grande mostra organizzata da Linea d’ombra e curata da Marco Goldin. Un centinaio di opere tra sculture, dipinti e disegni, per un incursione nel più alto Novecento internazionale, con al centro Parigi

Wassily Kandinsky, Nodo rosso, 1936, olio su tela, cm 89 x 116. Saint-Paul-de-Vence, Fondation Marguerite et Aimé Maeght © Claude Germain - Archives Fondation Maeght (France) Wassily Kandinsky, Nodo rosso, 1936, olio su tela, cm 89 x 116. Saint-Paul-de-Vence, Fondation Marguerite et Aimé Maeght © Claude Germain – Archives Fondation Maeght (France)

VERONA – Dal 16 novembre 2019 al 5 aprile 2020 si svolgerà, nel Palazzo della Gran Guardia di Verona, la mostra Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght”. 

“L’Amministrazione Comunale di Verona è particolarmente lieta di presentare questa mostra – affermano il Sindaco, Federico Sboarina e Francesca Briani, Assessore alla Cultura e al Turismo – mostra prodotta e organizzata da Linea d’ombra, secondo il progetto di Marco Goldin. Si tratta di uno splendido spaccato dell’ambiente che ha caratterizzato la vita e l’opera di Alberto Giacometti, considerato a ragione il più importante scultore del XX secolo. Un intero mondo fatto anche di straordinarie relazioni con altri artisti famosi come lui, tutto ciò reso possibile grazie all’intervento della Galleria prima, e della Fondazione poi, fondate da Aimé e Marguerite Maeght. Si tratta quindi di una storia corale e non di una, pur bellissima, monografia sull’opera di un artista straordinario come Alberto Giacometti”. 

“Giacometti è stato una delle mie primissime passioni nel campo dell’arte, poco dopo i vent’anni. – Ha raccontato Marco Goldin –  Lo cercavo nei libri, nelle mostre e nei musei d’Europa. Ho immensamente amato dapprincipio i suoi disegni, diversi dei quali ho infatti scelto di portare in Gran Guardia. Poi i suoi quadri così sincopati, soprattutto le figure e le nature morte, anch’essi presenti a Verona, e naturalmente le celeberrime sculture. Sono felice di poter rendere omaggio a Giacometti in Italia con questa mostra così vasta, con opere che ne attraversano tutta la carriera, dal suo tempo giovanile in Svizzera alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e a quelle, ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, della maturità”. 

“E’ affascinante già ora immaginare – conclude Marco Goldin – nel vasto salone centrale della Gran Guardia la Grande donna in piedi, scultura filiforme di quasi tre metri di altezza, fino alla scultura più celebre tra tutte, L’uomo che cammina, che sarà esposto al suo fianco. Nel mezzo la ricostruzione precisa, e poetica, dell’intera vita di Giacometti, tra disegni e pitture e soprattutto tante tra le sue famosissime sculture, dai busti e le teste del fratello Diego, ai cani, ai gatti, alle foreste fatte di figure quasi liquefatte. Fino alla notissima figura femminile del 1956, detta Donna di Venezia, esposta alla Biennale veneziana di quell’anno e che tanto successo riscosse. Ebbene, di quella figura la Fondazione Maeght possiede tutte le nove variazioni, che puntualmente giungeranno a Verona per essere esposte, per un confronto che rare volte nel mondo intero si è fatto”.

La mostra è realizzata dal Comune di Verona e Linea d’ombra, assieme alla Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, con l’apporto fondamentale del Gruppo Baccini in qualità di main sponsor. 

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