DEMORO OLGA BODYBUILDER, ATLETA E FUTURA ATTRICE

 

Olga vive a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, e collabora con la PALESTRA GYMNASIUM SPORT ASD CITTANOVA. La palestra è il luogo nel quale ha trasformato le difficoltà in energia, le insicurezze in disciplina e il dolore in una nuova identità. Ogni linea del suo corpo custodisce una storia fatta di sacrifici, silenzi e ripartenze. Niente le è stato regalato. Ogni risultato è stato conquistato giorno dopo giorno, quando nessuno la osservava e arrendersi sarebbe stata la scelta più semplice.

Oggi, però, il suo sguardo va oltre lo sport. Olga vuole fare cinema. Non considera il proprio fisico solamente un simbolo di forza, ma uno strumento espressivo con il quale interpretare personaggi intensi, fragili e imprevedibili. Sogna il set, la macchina da presa, il silenzio che precede un ciak e la possibilità di trasformarsi completamente attraverso un ruolo.

Il cinema rappresenta per lei una nuova sfida: forse la più grande. Olga non vuole essere ricordata soltanto come una bodybuilder. Vuole diventare un’attrice capace di emozionare, sorprendere e raccontare la complessità di una donna che ha imparato a rialzarsi. Il suo viaggio comincia da Cittanova, ma la sua ambizione non conosce confini.

Olga, chi è veramente la donna che vediamo in questa copertina?

È una donna che ha attraversato momenti difficili e ha scelto di non arrendersi. Dietro il mio fisico esiste una persona sensibile, con paure, sogni e fragilità. Le persone vedono i muscoli e pensano immediatamente alla forza, ma la forza più importante è quella che ho dovuto costruire dentro di me. Il corpo è diventato lo specchio di una trasformazione molto più profonda.

Sei alta 1,55 metri. Hai mai considerato la tua altezza un limite?

In passato sì, perché spesso veniamo giudicati attraverso modelli prestabiliti. Poi ho capito che la presenza di una persona non si misura in centimetri. Posso essere minuta, ma porto con me un’energia molto forte. Quando entro in palestra o mi trovo davanti a un obiettivo, non penso alla mia altezza. Penso a ciò che posso comunicare e alla determinazione con cui affronto ogni sfida.

Quando è iniziato il tuo rapporto con lo sport?

È iniziato dal bisogno di cambiare qualcosa nella mia vita. All’inizio l’allenamento era uno spazio personale, un momento nel quale riuscivo a liberare la mente. Con il tempo è diventato molto di più. Mi ha insegnato a essere costante, ad accettare la fatica e a comprendere che i risultati importanti richiedono tempo. Lo sport mi ha aiutata a ricostruire la fiducia in me stessa.

Quanto sacrificio si nasconde dietro il tuo fisico?

Tantissimo. Ci sono allenamenti affrontati anche nei giorni più pesanti, alimentazione controllata, stanchezza e rinunce. A volte devi dire di no a momenti di svago perché hai preso un impegno con te stessa. Il pubblico vede una fotografia, ma dietro quell’immagine esistono anni di lavoro. La parte più difficile non è cominciare: è continuare quando sei stanca e nessuno ti incoraggia.

Hai mai pensato di abbandonare tutto?

Ci sono stati momenti nei quali mi sono sentita scoraggiata. Sarebbe falso dire che non ho mai avuto dubbi. Ma ogni volta ho ricordato perché avevo iniziato. Quando costruisci qualcosa con tanta fatica, impari a proteggerlo. Ho trasformato i momenti di debolezza in occasioni per conoscermi meglio. Non bisogna vergognarsi delle cadute: bisogna avere il coraggio di rialzarsi.

Che cosa rappresenta per te la PALESTRA GYMNASIUM SPORT ASD CITTANOVA?

Rappresenta un punto di riferimento importante nel mio percorso. Collaborare con la palestra significa condividere valori come disciplina, rispetto e crescita personale. Una palestra non è soltanto un luogo nel quale allenare il corpo. È uno spazio in cui tante persone affrontano battaglie invisibili, cercano fiducia e provano a superare i propri limiti. Per me è un ambiente di confronto e motivazione.

Quanto conta Cittanova nella tua storia?

Cittanova è il luogo in cui vivo e nel quale sono cresciuta come persona. Essere legata a una realtà della provincia di Reggio Calabria mi ha dato radici forti. A volte, partendo da un piccolo centro, alcuni sogni possono sembrare lontanissimi. Io voglio dimostrare che il luogo dal quale provieni non deve diventare un confine. Le mie origini sono una parte essenziale della mia identità.

Quando hai capito di voler fare cinema?

Il desiderio è cresciuto dentro di me nel tempo. Il cinema mi ha sempre affascinata perché permette di raccontare emozioni, conflitti e trasformazioni. Guardando un film ho spesso immaginato che cosa avrei provato al posto di un personaggio. A un certo punto ho capito che non volevo più limitarmi a osservare quel mondo: volevo entrarci, studiare e mettermi alla prova davanti alla macchina da presa.

Che cosa provi quando immagini il tuo primo set?

Provo emozione, curiosità e anche un po’ di paura. Immagino il silenzio prima del ciak, le luci, la concentrazione e la responsabilità di dare vita a un personaggio. Sarebbe un momento molto importante, perché rappresenterebbe l’inizio di una nuova fase. So che il cinema richiede preparazione e pazienza. Non voglio improvvisare: voglio studiare recitazione e costruire questo percorso seriamente.

Il tuo corpo può diventare uno strumento cinematografico?

Assolutamente sì. Attraverso il corpo possiamo comunicare anche senza parlare. Una postura, un movimento o uno sguardo possono raccontare paura, rabbia, fragilità e determinazione. Lo sport mi ha insegnato a conoscere il mio corpo e a controllare i movimenti. Nel cinema vorrei usare questa consapevolezza per interpretare personaggi autentici e non semplicemente per mostrare un fisico allenato.

Temi di essere considerata soltanto per la tua immagine?

È un rischio che conosco. Il mio fisico è sicuramente una caratteristica evidente, ma non voglio che diventi una gabbia. Dietro l’immagine della bodybuilder esiste una donna che può interpretare emozioni molto differenti. Vorrei che registi e pubblico vedessero anche la mia sensibilità. La vera sfida sarà trasformare ciò che appare come forza in qualcosa di più profondo e imprevedibile.

Quali ruoli vorresti interpretare?

Mi attirano le donne forti ma complesse, quelle che nascondono una ferita e devono combattere per riconquistare la propria libertà. Mi piacerebbe interpretare un thriller, un film drammatico o una storia di rinascita. Vorrei un personaggio che mi costringesse a superare i miei limiti, mostrando sia la forza fisica sia la vulnerabilità. Non cerco un ruolo semplice: cerco una storia capace di lasciarmi qualcosa.

Che cosa può offrirti lo sport nel lavoro di attrice?

La disciplina. Sul set bisogna rispettare gli orari, ascoltare il regista, ripetere una scena e mantenere la concentrazione anche quando si è stanchi. Sono dinamiche che conosco bene. L’allenamento mi ha insegnato che la preparazione viene prima del risultato. Questa mentalità può aiutarmi ad affrontare lo studio della recitazione con umiltà, costanza e grande disponibilità al lavoro.

Che cosa vuoi dimostrare entrando nel cinema?

Voglio dimostrare che non esiste un unico modello di protagonista. Una donna alta 1,55 metri può avere una presenza enorme. Una bodybuilder può essere forte, femminile, sensibile e vulnerabile. Una persona proveniente da Cittanova può arrivare davanti a una macchina da presa e raccontare un’emozione universale. Non voglio nascondere le mie origini o la mia storia: voglio trasformarle nella mia unicità.

Qual è il tuo sogno cinematografico più grande?

Il mio sogno è ricevere un ruolo vero, intenso, che mi permetta di mostrare qualcosa che il pubblico non si aspetta. Vorrei entrare completamente nella vita di un personaggio e dimenticare, per qualche istante, di essere Olga. Sogno di vedere il mio nome nei titoli di un film, sapendo che dietro quelle poche lettere esistono anni di sacrifici, paure affrontate e una promessa che ho fatto a me stessa.

Che messaggio vuoi lasciare alle donne che non si sentono abbastanza?

Di non permettere agli altri di stabilire il loro valore. Nessuna misura, nessun giudizio e nessuna difficoltà può decidere quanto lontano possiamo arrivare. Bisogna lavorare in silenzio, rispettare il proprio percorso e avere pazienza. Non serve essere perfette: serve essere autentiche. La forza nasce quando smettiamo di chiedere il permesso per diventare ciò che sentiamo di essere.

Chi è oggi Demoro Olga?

È una bodybuilder, un’atleta e una donna che vuole diventare attrice. È una persona che ha conosciuto il sacrificio e ha scelto di trasformarlo in energia. Vivo a Cittanova, collaboro con la PALESTRA GYMNASIUM SPORT ASD CITTANOVA e continuo ad allenarmi per migliorare. Ma oggi il mio sogno è davanti alla macchina da presa. So che il cammino sarà difficile, ma la fatica non mi spaventa.

Non cerco una scorciatoia. Cerco un’occasione vera.

E quando arriverà il mio primo ciak, sarò pronta.

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cresta Help Chat
Send via WhatsApp