Gucci lancia “Equilibrium”, un intero portale per raccontare la sua evoluzione sostenibile

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l marchio di punta del gruppo Kering ne diventa la bandiera anche in termini di sostenibilità. Dopo l’uscita del suo brand più ecologista, Stella McCartney, lo scorso marzo, il gruppo di François Pinault sembra aver puntato sulla stella di Gucci per trainare anche il suo ambizioso programma di sostenibilità e responsabilità.

In concomitanza con la Giornata mondiale dell’Ambiente, infatti, Gucci ha lanciato “Equilibrium”, un intero portale dedicato a spiegare e fornire aggiornamenti sulle sue best practice sociali e ambientali. Con link diretti alle policy del marchio e del gruppo nel suo complesso, Gucci punta anche sulla trasparenza, mettendo a disposizione l’indirizzo email del suo Sustainability department.

Il sito raccoglie le scelte fatte finora da Gucci e i programmi per il futuro: si spiega la scelta “fur free”, attiva da questa stagione, l’orientamento verso la scelta di materiali sostenibili e alternativi ai più inquinanti, per esempio quelli derivanti dalla cellulosa. L’obiettivo di giungere a una totale tracciabilità dei pellami entro quest’anno e, sempre nel 2018, quello di produrre 40mila paia di scarpe con suola in poliuretano termoplastico, che comprende circa il 50% di bioplastica. Inoltre, l’impegno di usare oro etico e di riciclare metalli, come il palladio.

Oltre all’aspetto più ambientalista, Equilibrium pone l’accento anche sull’impegno umanitario di Gucci, con l’implementazione del programma Chime for Change, dedicato alle donne e alle ragazze in difficoltà, lanciato nel 2013 e che finora ha raccolto 15 milioni di dollari a sostegno di 425 progetti in collaborazione con 156 partner in 89 Paesi. Molto interessante e innovativo anche il progetto “I was a Sari”, un’impresa sociale fondata da Stefano Funari, che rappresenta l’impegno di Gucci a favore dell’economia circolare.

Il progetto “I was a sari”

L’iniziativa prevede la collaborazione con donne di comunità marginalizzate di Mumbai, realizzando l’up-cycling dei sari e insegnando nuove competenze al fine di offrire a queste donne, per la prima volta, un reddito costante e delle opportunità di lavoro. Gli avanzi di pellame di scarto e materiali tessili vengono imemssi in un processo di upcycling.

Infine, un richiamo all’impegno per il futuro anche tramite il nuovo Gucci ArtLab, inaugurato ad aprile, un’area di 37mila metri quadri con oltre 800 dipendenti all’interno di un ambiente da start-up e innovativo, sorta di laboratorio dove si cercano e creano idee nuove per un futuro migliore.

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