Usa la grande alleanza dei procuratori contro Amazon, Facebook & Co

WASHINGTON, DC - APRIL 10: Facebook co-founder, Chairman and CEO Mark Zuckerberg testifies before a combined Senate Judiciary and Commerce committee hearing in the Hart Senate Office Building on Capitol Hill April 10, 2018 in Washington, DC. Zuckerberg, 33, was called to testify after it was reported that 87 million Facebook users had their personal information harvested by Cambridge Analytica, a British political consulting firm linked to the Trump campaign. (Photo by Alex Wong/Getty Images)
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MILANO – La battaglia antistrust contro i giganti dell’hi-tech, da Facebok ad Amazon, da Apple a Google, sale di livello. Un gruppo di procure federali degli Stati Uniti, rigorosamente bipartisan e guidate sia da esponenti democratici che repubblicani, sta per lanciare una inchiesta congiunta per verificare possibili violazioni alle leggi antitrust. In particolare, vogliono approffondire il tema di come i grandi gruppi usano le loro piattaforme per aggirare le regole sulla libera competizione.

Lo rivela un articolo del Wall Street Journal, che ricorda come le iniziative delle procure federali sia solo l’ultima delle iniziative di istituzioni pubbliche che vogliono in qualche modo capire – e nel caso prendere provvedimenti – nei confronti dello strapotere dei grandi gruppi che si stanno allargando anche nel settore della finanza e dell’intrattenimento. Iniziative analoghe sono state già avviate da parte del Dipartimento di Giustizia e nel caso di Facebook anche della Federal Trade commission.

Sempre secondo il quotidiano americano, l’inziativa congiunta dovrebbe partire entro la fine del mese e dovrebbe comprendere almeno una ventina di stati. Non specifica quali saranno le imprese che saranno oggetto dell’inchiesta, ma si fa intendere che le “big four” prima citate saranno sicuramente ricomprese nelle indagini.

I gruppi hi-tech hanno sempre sostenuto di non aver aggirato le regole sulla libera concorrenza. Anzi, ribattono dicendo che le loro iniziative commerciali hanno avuto ricadute positive per i consumatori, portando a un generalizzato ribasso dei  prezzi dei beni e dei servizi. Ma non c’è dubbio che si sentano circondate. Il rapporto del presidente Donald Trump nei loro confronti è sempre stato ambivalente: li sostiene – come ha fatto di recente minacciando dazi contro la Francia per l’iniziativa del governo di Pargi sulla tassa che colpisce Amazon – ma non li considera politicamente vicini. La Silicon Valley, per dirne una, non è di certo un bacino di voti repubblicani. Del resto, molti esponenti democratici in corsa per la Casa Bianca hanno già dichiarato la loro intenzione di introdurre regole che limitino le dimensioni delle grandi multinazionali.

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