“La tua attività fuori da Facebook”, la nuova funzione per gestire la privacy sul social

Mark Zuckerberg, chief executive officer and founder of Facebook Inc., speaks during an event at the company's headquarters in Menlo Park, California, U.S., on Thursday, March 7, 2013. Zuckerberg discussed the social-network site's upgraded News Feed which includes bigger photos, information sorted into topics and a more consistent design across devices. Photographer: David Paul Morris/Bloomberg via Getty Images
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Nuova mossa del social blu: “Off-Facebook Activity” permette di vedere un riepilogo delle app e dei siti web che inviano alla piattaforma informazioni sulle proprie attività e, volendo, di cancellarle

di GAIA SCORZA BARCELLONA

CAMBRIDGE Analytica non è poi così lontana. Lo dimostra il gran da fare che si sta dando Facebook per regalare ai suoi utenti quella trasparenza promessa. La novitàdi casa Zuckerberg, reduce da un maxi patteggiamento di 5 miliardi di dollari con le autorità americane per risolvere la questione privacy, si chiama ‘Attività fuori da Facebook’ (Off-Facebook Activity) ed è nuova funzione, annunciata già a maggio, che consente di vedere un riepilogo delle app e dei siti web che inviano al social network le nostre informazioni.

Facebook Newsroom

@fbnewsroom

Today, we’re starting to roll out Off-Facebook Activity, a new feature that gives you more control over your datahttps://cards.twitter.com/cards/1fz9b/7wjo3 

Off-Facebook Activity

www.facebook.com

203 utenti ne stanno parlando

L’annuncio è stato dato da Erin Egan, chief privacy officer dell’azienda californiana che spiega come attraverso la stessa funzione sia anche possibile cancellare tali informazioni dal proprio account. “Renderemo, inizialmente, questa funzione gradualmente disponibile per le persone in Irlanda, Corea del Sud e Spagna”, ha dichiarato la manager, anticipando che “continueremo nei prossimi mesi a introdurla in tutto il mondo per garantire che funzioni in modo efficace per tutti”.

"La tua attività fuori da Facebook", la nuova funzione per gestire la privacy sul social

 

La funzione è illustrata nel blog degli sviluppatori di Menlo Park, dove è sintetizzata nei punti principali: come e quando vengono raccolti i dati, come cancellarli, metodologia delle misurazioni, violazioni della policy.

Tracciati per la pubblicità

Nella selva delle 80 app di cui sono dotati in media i nostri smartphone, ogni mese ne usiamo almeno 40: davvero sappiamo quali dati vengono raccolti e quale uso ne viene fatto? Parte da questo presupposto il grande interesse che la nuova funzione di Facebook dovrebbe sollevare tra i suoi iscritti. Anche perché l’approdo naturale del nostro tracciamento altro non è che la profilazione della pubblicità. Ecco perché, ad esempio, mentre postiamo sul social vediamo comparire un annuncio piuttosto che un altro, in linea di massima virato ai nostri interessi proprio grazie ai dati che sono stati raccolti sulle nostre ultime attività online. Ma quanto saremo così pazienti da addentrarci nei meandri delle nuove impostazioni e di interpretare i cavilli della policy che le regola? Chi ha provato a farlo su Facebook o su Google, dall’entrata in vigore dal Gdpr a oggi, probabile che abbia mollato ai primi step.

Le impostazioni sulla privacy, queste sconosciute

Il pulsante “Attività fuori da Facebook” è stato introdotto insieme ad altri recenti aggiornamenti alla ‘Libreria inserzioni’, a “Perché visualizzo questa inserzione?” e al lancio della nuova funzione chiamata “Perché vedo questo post?”. Sarà così possibile vedere un riepilogo delle informazioni che ”terzi” hanno inviato a Facebook attraverso gli strumenti di Facebook Business, come Facebook Pixel o Facebook Login scegliendo, se lo si desidera, di disconnettere queste informazioni dal proprio account.

A Londra i bar a tempo per imparare la privacy

Non è tutto. Tra il 28 e il 29 agosto apriranno le porte a Londra cinque bar “temporanei” targati Facebook. Ci saranno ad esempio ”The Attendand” in Great Eastern Street e il ”Takk” di Tariff Street, fa sapere Esquire. L’obiettivo è offrire ai clienti dei check-up sulla privacy spiegando come gestirla. In quelle date altri pop-up store spunteranno a sorpresa come funghi negli Stati Uniti invitando a bere gratuitamente e – tra un drink o un caffè – a controllare contestualmente quanto i dati sensibili siano davvero sotto controllo. E considerando che il 27% della popolazione della city, come riporta l’Evening Standard, ammette di non saper adeguare le impostazioni della privacy dei social media alle proprie preferenze, ci sarà parecchio da fare.

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