«Paperoni» del mondo sempre più ricchi. In Cina due miliardari a settimana

ONDRA – I miliardari diventano sempre più ricchi in tutto il mondo, soprattutto se vivono in Asia. La Cina produce due nuovi “Paperoni” ogni settimana: nel 2006 erano sedici in tutto, mentre quest’anno sono 373, un quinto del totale globale, con un patrimonio di 1.112 miliardi di dollari.

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Il nuovo “Billionaires’ Report: New Visionaries and the Chinese Century”, presentato venerdì a Londra e a Zurigo da Ubs e PricewaterhouseCoopers, rivela che lo scorso anno la ricchezza complessiva dei miliardari del mondo è aumentata di 1.400 miliardi di dollari, l’incremento annuale (+19%) più grande mai registrato, arrivando alla cifra record di 8.900 miliardi di dollari, divisi tra 2.158 persone.

IL TREND
L’evoluzione della ricchezza dei miliardari, per macroarea tra il 1995 e il 2017. Dati in migliaia di miliardi di dollari. Fonte: Ubs PwC Billionaires 2018

Il tasso di crescita più elevato si registra in Asia, con un aumento medio della ricchezza del 32% a 2.700 miliardi di dollari e tre nuovi miliardari a settimana, diventati ricchi con la tecnologia o le vendite al consumo. Gli Stati Uniti continuano ad avere la concentrazione più elevata di miliardari, ma l’aumento della ricchezza è rallentato (+12%) a 3.600 miliardi e i nuovi miliardari creati nel 2017 sono stati “solo” 53. La ricchezza dei ricconi europei è aumentata del 19%, soprattutto grazie al cambio favorevole euro/dollaro, mentre il numero di miliardari è cresciuto solo del 4% a 414 e il capitale è sempre più concentrato in poche mani: cinque famiglie hanno rappresentato il 30% della crescita totale.

L’ascesa della Cina è appena cominciata, ha commentato Josef Stadler, responsabile dell’Ultra High Net Worth a Ubs Global Wealth Management: «Siamo sono agli inizi. L’enorme popolazione, innovazione tecnologica e crescita della produttività cinesi, assieme al sostegno del Governo, stanno creando opportunità nuove di creare imprese e ricchezza».

Gran parte degli 89 nuovi miliardari cinesi emersi nel 2017 operano nel settore della tecnologia e stanno sfidando con sempre maggiore successo l’egemonia di Silicon Valley. Nel 2017 la Cina ha investito gli stessi livelli di venture capital per le start-up degli Stati Uniti e ha registrato quattro volte il numero di brevetti relativi all’intelligenza artificiale e tre volte il numero di brevetti nel settore blockchain e cryptocurrency dei rivali americani.

I miliardari di oggi, ha sottolineato Stadler, «sono un nuovo tipo di imprenditori all’avanguardia dell’innovazione. Creano occupazione e ricchezza, ma il loro impatto va ben oltre l’economia. Sta emergendo una nuova generazione di imprenditori che intende affrontare le maggiori sfide ambientali e sociali della nostra epoca».

Il cambiamento generazionale è già iniziato. I giovani miliardari tendono a promuovere investimenti sostenibili, hanno un interesse spiccato per l’ambiente e per temi sociali e sono filantropi. Inoltre ci sono 701 miliardari sopra i 70 anni, che quindi entro il prossimo ventennio passeranno la loro ricchezza di 3.400 miliardi di dollari, che rappresenta il 40% del totale globale, a eredi più giovani.

In futuro, avverte il rapporto Ubs/PwC, le guerre commerciali in atto tra Stati Uniti, Cina e Europa potrebbero congelare la crescita economica e anche frenare l’ascesa dei miliardari del mondo. «Se la guerra commerciale dovesse intensificarsi, Ubs prevede un calo della crescita sia negli Usa che in Cina, mentre i titoli azionari negli Usa e in Asia, escludendo il Giappone, potrebbero calare del 20% rispetto ai livelli dell’estate 2018».

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